Per Federica C.
Amore abita la reciprocità dello sguardo, del sorriso, della voce, del gesto, del movimento.
Un sorriso che non è contrazione ma offerta, uno sguardo che apre insicuro la strada del desiderio in cui si riflette l'unicità dell'evento, una voce malcerta in cui è tutta l'immediatezza sensibile, l'incarnazione della parola, un gesto in cui la grazia che è ritmo della bellezza chiama tenerezza, mentre un movimento che accenna una timida disposizione di danza allude a un'impercettibile gioia nascosta.
Umberto Galimberti "Le cose dell'amore"
Aggiornamenti del 2012
14 anni fa
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